{"id":4,"date":"2010-06-17T11:33:42","date_gmt":"2010-06-17T09:33:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.addolorataleonforte.it\/new_site\/la-storia\/-old"},"modified":"2021-05-14T17:30:16","modified_gmt":"2021-05-14T15:30:16","slug":"la-storia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.addolorataleonforte.it\/new_site\/la-storia\/","title":{"rendered":"La storia"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-style-default\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"574\" src=\"https:\/\/www.addolorataleonforte.it\/new_site\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/IMG_5109-1024x574.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2599\" srcset=\"https:\/\/www.addolorataleonforte.it\/new_site\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/IMG_5109-1024x574.jpg 1024w, https:\/\/www.addolorataleonforte.it\/new_site\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/IMG_5109-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.addolorataleonforte.it\/new_site\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/IMG_5109-768x430.jpg 768w, https:\/\/www.addolorataleonforte.it\/new_site\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/IMG_5109-1536x861.jpg 1536w, https:\/\/www.addolorataleonforte.it\/new_site\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/IMG_5109-1920x1076.jpg 1920w, https:\/\/www.addolorataleonforte.it\/new_site\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/IMG_5109.jpg 2008w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>CENNI STORICI SULLA CONFRATERNITA MARIA SS. ADDOLORATA<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(tratto dal Libro del Prof. G.ppe Nigrelli \u201c L\u2019Opera Pia di G.B. Falciglia, Parrocchia Ospedale Confraternita nella storia civile e religiosa di Leonforte )<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">LA CONFRATERNITA NEI SECOLI XVII \u2013 XVIII \u2013 XIX<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una ricostruzione organica e completa della storia della Confraternita dell\u2019Addolorata \u00e8 materialmente impossibile. Il fatto che la seicentesca compagnia del Monte di Piet\u00e0 avesse, rispetto alle confraternite che operavano nelle altre sedi ecclesiastiche, il privilegio di essere connessa istituzionalmente con la parrocchia e di avere il ruolo specifico della gestione dell\u2019Ospedale e del patronato della Parrocchia, ha favorito una sorta di commistione con questi altri due enti, sicch\u00e8 la sua storia si confonde e si identifica con la storia dell\u2019ospedale e della parrocchia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pertanto l\u2019archivio parrocchiale, cos\u00ec come \u00e8 giunto fino a noi, contiene la varia documentazione indiscriminante. &nbsp;Del resto, desumiamo, la Confraternita non ha mai avuto un oratorio di sua esclusiva pertinenza e propriet\u00e0&nbsp; e tanto meno, di conseguenza, un archivio nel quale venisse custodito il materiale che documenta la vita dell\u2019Associazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mancando quindi un ordinata sequenza di dati documentali, di registri, una retrospettiva sulla vicenda plurisecolare della nostra confraternita risulta ovviamente approssimativa e disomogenea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Piuttosto intensa doveva essere la vita associativa dei confrati che si espletava oltre nell\u2019attivit\u00e0 devozionale ordinaria delle Quarantore, del Corpus Domini e delle processioni nelle varie festivit\u00e0, nelle periodiche riunioni di rito e soprattutto nell\u2019accudire gli ammalati e i moribondi e nelle pratiche funerarie, altres\u00ec in frequenti assemblee straordinarie in cui i soci svolgevano ruoli decisionali, elezioni ecc. ecc.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Confraternita del Monte di Piet\u00e0, che aveva lo specifico devozionale nel culto della Madonna Addolorata, era, in base alle disposizioni testamentarie del Falciglia, protagonista dell\u2019ente parrocchiale e soprattutto dell\u2019Ospedale. Pertanto l\u2019elezione del Parroco, del Vice Parroco e di varie cappellanie, al di l\u00e0 delle possibili controversie, comportava di volta in volta interminabili e complesse procedure legate a cerimoniali ampollosi e plateali a cui dovevano partecipare tutti i soci.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In particolare i superiori della compagnia dovevano quotidianamente impegnarsi nell\u2019intensa opera di amministrazione dell\u2019eredit\u00e0 del Falciglia, provvedere alle varie incompense dell\u2019Ospedale e gestirne il patrimonio con frequenti pratiche creditizie, compravendite, soggiogazioni, enfiteusi, contrattazioni, ingiunzioni, ecc.ecc.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019800 la nostra confraternita conoscer\u00e0 una serie di metamorfosi dovute alla politica ecclesiastica dei borboni e quindi alle vicende dell\u2019unificazione italiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante il parrocato Smunti, la Confraternita del Monte di Piet\u00e0, che nel 1822 ne ha decretato l\u2019elezione, viene a mancare incappando evidentemente nelle spire delle Istruzioni del 20 maggio e quindi soppressa dal Consiglio degli Ospizi. Dopo i moti carbonari del \u201920 e del \u201921 il governo di Ferdinando I si orient\u00f2 verso una politica asfittica e guardinga nei riguardi degli organismi associativi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Soppressa, quindi, per qualche motivo politico \u2013 poliziesco, subito dopo il 1822, il 21 giugno 1830, da Napoli viene comunicato il decreto ministeriale da parte del Consiglio degli Ospizi del valle di Catania, con l\u2019approvazione dei capitoli della Confraternita di Maria SS. Addolorata nel Comune di Leonforte, contenenti una serie di disposizioni mirate a salvaguardare il pio volere del testatore Gianbattista Falciglia e fondatore della Confraternita e nello stesso tempo si evidenzia la preoccupazione politica di impedire che eventuali focolai ribelli potessero annidarsi nelle file del pio sodalizio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quindi dopo la temporanea soppressione degli anni venti, la Confraternita della Parrocchia del Purgatorio riprende la sua attivit\u00e0 sia pure entro le direttive della politica borbonica sempre pi\u00f9 invasiva nei confronti degli organismi religiosi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel crepuscolo della Sicilia borbonica in cui riscontriamo tutta un intrigata selva di provvedimenti, decreti e disposizioni varie, la nostra confraternita conosce un esistenza incerta. A favorire mille controversie e lo stato di incertezza \u00e8 la lettura e rilettura delle disposizioni testamentarie in merito ai ruoli specifici e le pregiudiziali della Confratria nei riguardi delle altre due fondazioni. Quando viene a mancare l\u2019\u201dopera \u201cdell\u2019ospedale, la confraternita si trova impigliata in una complessa situazione giuridica. Le tassative disposizioni del Falciglia che imponevano ai tre organi ( confraternita, ospedale e parrocchia ) di procedere collegialmente nelle decisioni importanti finiscono col favorire il clima di conflittualit\u00e0 perenne tra gli interessati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando nel 1852 la Confraternita nomina il viceparroco Castro i parenti del pio istitutore ( G.B. Falciglia) protestano come nulli, ed insufficienti tutte le carte le operazioni che sono state fatte non che quelle a farsi da detti confrati. Pertanto nel 1853 viene comunicata la notizia del Sovrano rescritto al Superiore della Confraternita del Monte di Piet\u00e0 per cui \u00e8 stato approvato dal Ministero segretario di Stato per gli affari in Sicilia il parare della Consulta che non si dia diritto di Regio Patronato sulla provista della parrocchia del Purgatorio di Leonforte ma che il Patronato attivo su di essa spetti alla Confraternita del Monte di Piet\u00e0 sotto il titolo dell\u2019Addolorata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il rescritto, che precisa il ruolo della Confraternita, voleva mettere a tacere evidentemente lo stato di conflittualit\u00e0 tra gli eredi del Falciglia, i confrati e il parroco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel mutato clima politico-religioso del dopo risorgimento l\u2019antica confraternita del Monte di Piet\u00e0 si ripropone rinnovandosi sostanzialmente. E in vero questa, venuta meno la funzione di amministrare i beni dell\u2019eredit\u00e0 Falciglia, dirigere l\u2019ospedale e gestire il cospicuo patrimonio sociale, mostra i segni dei nuovi tempi perdendo sostanzialmente tutte le antiche prerogative. A prevalere ora sono le funzioni di culto, di sostegno alla parrocchia nelle cerimonie, nelle processioni, nelle varie festivit\u00e0, ecc. e quindi gli impegni della vita sociale cui sono chiamati i confrati. Economicamente l\u2019apparato si fonda esclusivamente sul canone dei confrati a parte talune residue soggiogazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ad operare nella moderna definizione della confraternita \u00e8 soprattutto il parroco Pontorno che cerca di conferire alla associazione una prevalente fisionomia religiosa e farla rientrare in modo esplicito entro l\u2019ambito clericale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 del 1881 il primo rimaneggiamento degli antichi capitoli&nbsp; confraternali tessuto probabilmente dallo stesso parroco Contorno che concede il suono della \u201c Campana Grande\u201d per i funerali dei confrati, privilegio che viene condizionato dalla ottemperanza individuale di tredici capitoli enucleati e che definiscono la vita dei soci in ordine alla parte amministrativa e a quella etico-religiosa. Fondamentalmente i vari articoli fanno capo al parroco cui deve essere annualmente consegnato l\u2019elenco dei soci entrando egli anche nel merito della tassa annuale. Il capitolo quinto ripropone il motivo del mutuo soccorso religioso dei soci moribondi o morti ai quali vanno dedicate pratiche devozionali e messe nell\u2019altare dell\u2019Addolorata. Non sono previsti privilegi di tipo meritocratico nell\u2019assumere certi ruoli nelle sacre funzioni e nelle processioni, ma sono previste tassative norme ( orazione nelle domeniche di quadragesima,&nbsp; Precetto pasquale), divieti ( di contrarre matrimonio solamente civile ) condanne e varie disposizioni disciplinari inquadrano la vita sociale dei confrati, comminando esclusioni ed espulsioni in quanto la confraternita dovr\u00e0 essere di specchio alla societ\u00e0 cristiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La definitiva, ufficiale formulazione dello Statuto della confraternita sar\u00e0 attuata il 19 novembre 1894 quando, presente il parroco Contorno che ne approva il testo da lui verosimilmente redatto presenti 32 soci, questo viene registrato con tutti i&nbsp; crismi legali e, il 22 dicembre dell\u2019anno successivo, pubblicato dal notaio Salvatore Antonino Longo Franco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Entrato nel merito dei molti articoli si pu\u00f2 dire che il testo riprende i termini organizzativi e amministravi del 1881 e manifesta una sorta di capovolgimento del processo di secolarizzazione che la confraternita aveva subito nei secoli XVIII e XIX quando ne veniva estromessa l\u2019autorit\u00e0 clericale o ridotta al minimo, infatti nel Capitolo 3\u00b0 i confrati dichiarano di non aver mai avuto, come non hanno, alcun diritto nella Amministrazione della Chiesa Parrocchiale del Purgatorio in quanto questa \u00e8 di diritto esclusivo del Parroco protempore, ci\u00f2 rafforzato dal capitolo 4\u00b0 nel quale si contempla che il Diocesano potr\u00e0 provvedere a quelle modificazioni che l\u2019esperienza suggerisce come necessarie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei capitoli 1\u00b0 e 2\u00b0 si definiscono le norme sull\u2019assemblea dei soci e la nomina del Consiglio di Amministrazione da eleggersi annualmente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">LA CONFRATERNITA NEL NOVECENTO<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Agli inizi del XX secolo la confraternita dell\u2019Addolorata sembra languire a giudicare dal numero modesto dei soci che si assottiglia cos\u00ec come lamentava il superiore Angelo Sinardi, personaggio che nel carteggio di quegli anni ritroviamo pi\u00f9 volte alla supreme cariche sociali, il quale, nel bilancio amministrativo del 1904, accusava la modestia delle entrate essendosi la societ\u00e0 ridotta a soli 15 membri. Evidentemente anche nel decennio successivo, a causa della situazione bellica , la via della pia associazione non deve essere stata intensa considerando le scarse tracce documentali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019aprile del 1943 il nuovo Vescovo di Nicosia, mons. Pio Giardina, nel quadro del riordino generale della diocesi, dispone la revisione degli statuti delle confraternite inviando alle varie sedi uno Statuto-tipo di Confraternita redatto in conformit\u00e0 al Diritto Canonico, al Concordato e alle Istruzione della S. Congr. Del Concilio, al quale tutte le societ\u00e0 si dovranno adeguare. Lo schema inviato consta di 21 articoli che enucleano sistematicamente finalit\u00e0 e forme della vita associativa ed amministrativa dell\u2019associazione: risalta il controllo dell\u2019ordinario che nell\u2019art. 2 tra i principali fini delle confraternite si evidenzia quello di lavorare per l\u2019Azione cattolica, cos\u00ec anche quello di porgere con ogni zelo aiuto al parroco nel ministero sacerdotale. Risulter\u00e0 altres\u00ec interessante l\u2019art. 15 in cui viene meno uno dei capisaldi del processo di statalizzazione delle confraternite del XVII secolo in poi, il controllo dell\u2019amministrazione civile infatti non si richiede pi\u00f9 la pubblicazione delle deliberazioni nell\u2019albo comunale n\u00e9 la bollatura dei registri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La nostra confraternita tarder\u00e0 qualche anno ad emanare il nuovo statuto con l\u2019adeguata revisione anche per lo svolgersi dei grandi eventi bellici e politici incombenti e prioritari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nell\u2019insieme la nostra confraternita nel secondo dopoguerra conduce vita grama. Persisteva comunque una larvata presenza della antica confraternita del Monte di Piet\u00e0 in talune solenni cerimonie parrocchiali. La sopravvivenza di questa in quegli anni trovava infatti espressione nella figura di Bartolo Campagna che vedemmo puntale nell\u2019atto ieratico del suo ruolo privilegiato di reggere l\u2019ombrellino liturgico durante la processione del Santissimo Egli per tutti gli anni 40-50 incarner\u00e0 l\u2019associazione in modo pressappoco esclusivo. &nbsp;Lo ritroviamo nel carteggio della Curia vescovile del 1947, riguardante la sede vacante della parrocchia, quale superiore della confraternita che esercita l\u2019antico diritto di nominare il sacerdote da proporre al vescovo di designare il Sac. Antonio La Greca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella sostanza la confraternita di quegli anni era tenuta in piede, nella sua precaria sussistenza, per volont\u00e0 del parroco La Greca.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dall\u2019opaca situazione degli anni settanta, durante i quali l\u2019associazione perdura nella sua anomala sussistenza, rappresentata per tutto il tempo in modo quasi esclusivo da Diego Di Pasqua, la confraternita dell\u2019Addolorata si risollever\u00e0 decisamente dando luogo ad un nuovo corso e quindi ad una vera e propria rinascita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli anni \u201980 la nostra associazione conosce un incredibile processo di crescita e di nuova vitalit\u00e0, grazie all\u2019apporto di nuove energie e presenze provenienti da ambienti extraparrocchiali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gi\u00e0 nel 1977 un manipolo di giovani, per lo pi\u00f9 di estrazione francescana animati da pietas mariana, hanno dato inizio al processo di rinnovamento dell\u2019antica confraternita dell\u2019Addolorata approntando le prime linee di procedura a cominciare dall\u2019abito dei confrati ( che in quel tempo indossavano una semplice fascia a tracolla ) e istituendo la cerimonia della vestizione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il gruppo animato in particolare dal fervore religioso e fattivo di Aldo Benintende prende le distanze dalla imperante tendenza anarcoide dell\u2019associazione e intanto viene redatto l\u2019organo statutario che, in armonia con il nuovo codice di diritto canonico, esprime i criteri associativi del nuovo orientamento confraternale che rappresenta l\u2019approdo pi\u00f9 organico ed esaustivo dei precedenti storici statuti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il testo piuttosto denso con i suoi 77 articoli, ha avuto una lunga gestazione con vari dibattiti e sedute dal 15 febbraio 1986 fino a quando il 16 novembre 1990 viene inoltrato alla Curia per l\u2019approvazione vescovile che sar\u00e0 concessa da mons. Pio Vigo il 3 giugno 1992.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il nuovo statuto disciplina in modo capillare la vita dell\u2019associazione in tutte le manifestazioni che vengono codificate in merito alla ritualit\u00e0 delle cerimonie festive, in merito al vestiario definito in tutti i particolari e nelle modalit\u00e0 d\u2019uso, in merito alla amministrazione e al comportamento individuale dei soci. L\u2019articolo 61 definisce tutte le festivit\u00e0 dell\u2019anno da presenziare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Notevole risulta lo spazio riservato alla formazione religiosa e alla riflessione evangelica sotto la guida del parroco S. Santangelo in quanto assistente spirituale. In virt\u00f9 della specifica vocazione della confraternita dedita alla Madonna Addolorata, si intrattengono i confrati con lezioni di mariologia, con iniziative di preghiera e varie pratiche devozionali, si effettuano visite agli ammalati, vengono stanziati all\u2019occorrenza contributi di solidariet\u00e0 e si attuano visite e pellegrinaggi nei santuari mariani. Sono frequenti gli incontri con le altre compagnie e soprattutto con l\u2019arciconfraternita del SS. Sacramento e sono state attivate parecchie iniziative con analoghi organismi religiosi anche in ambito extraregionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutte le manifestazioni e cerimonie religiose vengono coordinate di concerto con la congregazione femminile dei Sette Dolori che negli ultimi decenni ha conosciuto altres\u00ec un cospicuo incremento. Particolare rilievo \u00e8 andata assumendo negli ultimi anni la cerimonia ufficiale della confraternita&nbsp; in cui entrambe le associazioni il15 settembre, giorno dedicato alla Madonna Addolorata, danno luogo ad una celebrazione liturgica particolarmente solenne e partecipata nella quale da pochi anni si celebra il rito della vestizione dei nuovi confrati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019aspetto pi\u00f9 innovativo e determinante del nuovo statuto consiste senz\u2019altro nell\u2019apertura dell\u2019associazione ai giovani con l\u2019istituzione del noviziato per i giovani, adolescenti ( postulanti ) e quindi per i bambini ( aspiranti ), i quali sulla base di un processo formativo propedeutico mirato, onde evitare iscrizioni avventate e tempestive, diverranno i soci professi a pieno titolo. Le varie tappe sono contrassegnate dalla cerimonia della relativa vestizione con l\u2019abito ufficiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La presenza della compagnia che lievita nella vita della comunit\u00e0 parrocchiale coinvolge anche ambiti non consueti ( presepe vivente, rappresentazioni filodrammatiche, ecc.. ) come \u00e8 attestato in modo precipuo nella festivit\u00e0 della Domenica delle Palme che dal 2000 viene patrocinata dai confrati dell\u2019Addolorata che hanno cercato di salvaguardare la storica tradizione della Ramaliva recitata dagli stessi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le disposizioni accennate hanno favorito l\u2019incremento notevole della confraternita che in atto registra iscritti 158 confrati professi, 15 novizi, 12 postulanti e ben 58 aspiranti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sicch\u00e8 la confraternita che per tutto il \u2018900 ha mantenuto un ruolo marginale nella vita della parrocchia, negli ultimi decenni \u00e8 diventata realt\u00e0 preponderante e trainante per molti versi, le cui potenzialit\u00e0 meritano di essere adeguatamente indagate e stimolate nella prospettiva di una possibile controffensiva al fenomeno del declino dell\u2019antica chiesa del Falciglia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CENNI STORICI SULLA CONFRATERNITA MARIA SS. 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